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Le proprietà delle patate dolci

Le patate dolci sono delle rizotuberi deliziosi, conosciuti anche con il nome di patata americana, e i sudamericani le chiamano batata. Il suo nome scientifico è Ipomoea batatas L. sono una specie appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, coltivata e allevata nelle regioni tropicali per i suoi tuberi commestibili, dolci e ricchi di amido e di vitamine C, B5 e B6. In Italia l’introduzione delle patate dolci è dovuta a Ferdinando II, granduca di Toscana, che a partire dal 1630 la coltivò nel giardino di Boboli a Firenze.

Proprietà antiossidanti

Patate dolci americane biologiche

Il potere antiossidante dei tuberi dipende dal colore della polpa e della pelle. I tuberi con la polpa arancione sono difatti più ricchi in carotenoidi delle patate dolci bianche, una provitamina antiossidante indispensabile per la vista. I tuberi a pasta viola invece sono ricchi in antociani e possiedono un potere antiossidante più elevato: fino a dieci volte di più di quelle a polpa bianca.
Gli antiossidanti, sono sostanze protettive contro il danno dei radicali liberi, che sta alla base di molte malattie cronico degenerative moderne.
L’assunzione di antiossidanti rappresenta infatti una nuova strategia preventiva e terapeutica per il diabete, le malattie cardiovascolari, i tumori e le malattie neurodegenerative – disturbi tipici delle società esposte all’inquinamento e al cibo industriale altamente calorico, ma povero in micronutrienti.
La cottura libera gli antiossidanti dalle fibre. Siccome gli antiossidanti si trovano prevalentemente nella buccia, il valore ORAC (che indica il potere di neutralizzazione dei radicali liberi) è più elevato nei tuberi cotti con la buccia (2115), rispetto al tubero crudo (902) e al tubero cotto senza buccia (766). Inoltre le patate dolci viola contengono nella buccia una particolare sostanza in grado di attivare per alcuni giorni gli antiossidanti endogeni nell’organismo.

Proprietà anti-età

La nostra età dipende strettamente dalla salute di arterie e vene. L’ossidazione del colesterolo LDL e la glicazione proteica sono infatti i principali fattori di rischio per le arterie e le vene e sono il segnale di malattie metaboliche croniche come l’aterosclerosi e il diabete mellito.
Il termine glicazione si riferisce al legame chimico di uno zucchero con una proteina o un grasso. L’eccessiva glicazione chiamata glicazione avanzata o AGE (Advanced Glycation Endproducts), tipica di una alimentazione povera in verdure, è responsabile di processi di infiammazione, della formazione di radicali liberi e dell’invecchiamento precoce di TUTTE le strutture corporee. Ed è il meccanismo chiave che sta alla base delle complicanze diabetiche (in questo caso si misura l’emoglobina glicata nel sangue).
Si è visto che l’estratto di patata dolce viola esercita potenti effetti antiossidanti in grado di inibire l’ossidazione delle LDL e la glicazione. Quindi, secondo gli scienziati, potrebbe fungere come agente protettivo dell’aterosclerosi e della glicazione.
Gli antiossidanti, contrastando i radicali liberi, esercitano degli effetti anti-età. In uno studio su animali, la somministrazione di estratti di patate dolci viola per 1 mese a topi di 12 mesi di età, l’indice di invecchiamento del gruppo sperimentale era simile a quello dei topi di 5 mesi. (Dovete pensare che la vita media di un topo di laboratorio è di circa due anni).
Nei topi diabetici la somministrazione dell’estratto di patata dolce viola era in grado di controllare la glicemia. Inoltre, gli estratti di patata dolce viola hanno inibito la crescita delle cellule tumorali del sarcoma S180 nei topi. Questi ed altri risultati suggeriscono che gli antiossidanti nelle patate dolci viola possiedono degli effetti anti-invecchiamento, anti-diabetici e anti-tumorale.

Proprietà antidiabetiche

La longevità è strettamente correlata al controllo glicemico. L’inadeguata regolazione della glicemia è tipica per lo stile di vita moderno. Bensì viviamo più a lungo tendiamo alle malattie cronico degenerative. Tra le fonti alimentari in grado di inibire la glicazione spiccano i composti bioattivi delle patate dolci, dei legumi così come dei frutti di bosco.
Al contrario della patata normale, la patata dolce influisce positivamente sulla glicemia, abbassandola. Incuriosito dall’uso tradizionale della patata dolce come cura per il diabete, in Giappone un team di ricercatori ne ha studiato gli effetti sui ratti diabetici. Dopo tre settimane di cura alle patate dolci l’iperinsulinemia nei ratti era in effetti diminuita del 23%, confermando il potenziale anti-diabetico delle patate dolci nei modelli animali.
Altri studi riportano come il consumo di patate dolci sostiene il controllo metabolico e diminuisce la formazione di fibrinogeno, tipicamente elevata nei pazienti diabetici.
Inoltre il consumo di patate dolci può aumentare significativamente i livelli ematici di adiponectina nei diabetici. L’adiponectina è un ormone prodotto dalle cellule adipose, che influisce positivamente sul metabolismo dell’insulina.
In una particolare regione in Giappone il Kawaga, si mangiano molte patate dolci – crude con la buccia rosa. La popolazione non soffre né di anemia, né di pressione alta o di diabete. Incuriosito un team di ricercatori italiani e austriaci si è messo alla ricerca di quale si a il principio attivo, che hanno chiamato Caiapo, hanno scoperto che si trova nella buccia. Curiosamente il Caiapo da solo è meno potente che non in associazione con la polpa. Conviene quindi mangiare il tubero integro con la buccia.
Di seguito un grafico che riporta l’innalzamento della glicemia dopo l’assunzione di vari tipi di patata confrontato con quello del glucosio puro, si vede che la patata dolce integra alza la glicemia di pochissimo per solo 30 minuti.

Miglioramento delle capacità cognitive

L’estratto di patata dolce viola ha un notevolmente migliorato nelle prestazioni cognitive dei topi. I risultati preliminari suggeriscono che gli antociani della patata dolce viola potrebbe essere in grado di proteggere il tessuto cerebrale dal danno ossidativo nella malattia di Alzheimer.

Prevenzione del cancro

Uno studio epidemiologico giapponese pubblicato nel 2005 nel Journal of Epidemiology ha trovato che il consumo regolare di patate dolci (e altri vegetali) è associato ad un ridotto rischio di cancro renale. Un’altra ricerca su larga scala, pubblicato nel 1995 nel Journal of Cancer Research, riporta, che il consumo di patate dolci, assieme ad altri alimenti è stato correlato a un rischio minore di cancro al seno nelle donne in pre-menopausa.
Una ricerca pubblicata su The Journal of Toxicological Sciences (2002) ha studiato gli effetti degli antociani viola della patata dolce e del cavolo rosso. Si è visto che entrambi esercitano effetti anti-cancro nei ratti affetti dal tumore del colon-retto.

Guarigione dell'ulcera più rapida

Secondo un recente studio la patata dolce bianca previene le ulcere gastriche, poiché i suoi antiossidante interferiscono nella formazione dell’edema e dei radicali liberi. Inoltre nei modelli animali contribuisce a guarire più velocemente le ferite. Anche il suo effetto antibatterico supporta senz’altro la rapida guarigione.

Proprietà anti-infiammatorie

Ancora nei modelli animali, il consumo di patata dolce (viola) ha ridotto l’infiammazione in vari parti del corpo, incluso il tessuto cerebrale e nervoso.

Aiuto nella galattosemia

L’estratto di patata dolce viola si è rivelato protettivo anche nella galattosemia, una rara malattia metabolica ereditaria, in cui il galattosio non viene metabolizzato in modo corretto causando un aumento dello stress ossidativo.

Le foglieUn functional food

Una vera sorpresa sono le foglie. Il loro potere antiossidante si è rivelato di gran lunga superiore di quello dei tuberi. Le foglie sono ricche in sali minerali: K, P, Ca, Mg, Fe, Mn, Cu, e soprattutto abbondano in proteine (25,5 – 29,8%) di cui il 14% è rappresentato dagli aminoacidi essenziali. Ecco perché vengono usate come mangime proteico nell’allevamento in varie parti del mondo (solamente il contenuto di lisina è limitato).
Le foglie sono adatte anche al consumo umano. Anzi sono buonissime e dal gusto simile agli spinaci. L’utilizzo delle foglie fa parte della medicina tradizionale di vari popoli e per molti tipi di disturbi. La recente ricerca ha potuto confermare in studi in vitro che il consumo regolare delle foglie produce un abbassamento della glicemia e dei valori lipidici del sangue ed ha anche effetti antiproliferativi.

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